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Quoto, e non aggiungo nulla.
"Titoli sempre più urlati, opinioni trasformate in reaction scritte, polemiche cavalcate per traffico, personalità prima del contenuto, verdetti immediati, linguaggio e atteggiamenti da creator ma con la pretesa di essere trattati da istituzione. Vogliono essere presi sul serio mentre sono spesso i primi a comportarsi da cazzoni. Criticano gli influencer e poi ne inseguono logiche, tempi, pose e fame di visibilità. Difendono la differenza tra critica e contenuto, ma fanno di tutto per stare nello stesso flusso; vogliono l’autorevolezza della stampa e i benefici dell’intrattenimento, essere istituzione quando vengono contestati e personal brand quando devono vendersi. Non funziona."
Non vedo pieghe in questi ragionamenti! Avete riportato fatti, scenari e situazioni che logicamente mi tornano. Con queste parole l'autore ha espresso una posizione chiara-chiarissima e il suo martello batte pari.
12 luglio 2026
LA
Lettore anonimo
"E non perché valgano meno, ma perché questo settore, in Italia, non mantiene quasi nessuno."
Ciao, questa frase secondo me raccoglie tutto il discorso. Non voglio dire che giustifica alcune reazioni alle domande dei cosidetti "CONTENT DESTROYER". In italia come dici anche tu e' un privilegio vivere in questo settore. Immagina a 50anni dopo anni di recensioni di videogiochi dove vai a lavorare?
Quello che non capisco e' perche' non hanno reagito piu furbamente invece di andare allo scontro diretto o semplicemente potevano tranquillamente ignorarli.
Buon videogioco a tutti, che quando cresci non ti da piu' quella cosa di quando eri piccolo, e cerchi sempre quel gioco che dopo tutta questa assefuazione, possa ancora darti quella felicita' di quando eri molto giovane...
Luigi, secondo te questa nuova fase di LUDENZ, anche grazie al lavoro che Logan ha portato avanti sul sito e alla possibilità di pubblicare con maggiore continuità, cambierà davvero il modo in cui il progetto interverrà nel dibattito videoludico? Pensi che articoli come questo, più diretti e disposti ad affrontare le contraddizioni del settore, diventeranno una parte stabile dell’identità editoriale di LUDENZ, oppure continueranno a convivere solo occasionalmente con il lavoro più teorico, culturale e autoriale che avete costruito negli anni? Ho l’impressione che il nuovo sito non rappresenti soltanto un aggiornamento tecnico, ma l’inizio di una fase diversa: mi interessa capire come la immagini tu, da cofondatore.
@Pinzone
Una bella domanda, ti ringrazio molto per l’interesse e per averla formulata.
LUDENZ è un progetto di game culture indipendente, aperto e in divenire, la cui identità, in special modo nell’ambito delle sue produzioni cartacee, è sempre stata delineata da diverse personalità culturali (tra autori e autrici, sono 8 le firme dell’ultimo volume di LUDENZ, Virtualis — ad esempio).
Sia nei suoi volumi cartacei che nelle sue produzioni digitali, il progetto ha già affrontato pubblicamente e in più occasioni diversi temi che riguardano le criticità della stampa di settore, nonché molti argomenti emersi prepotentemente negli ultimi tempi all’interno nel dibattito pubblico. Penso al formato Emergenza Critica, in cui viene trattato di critica indipendente e del “fallimento” dei critici dei videogiochi. Penso a quello chiamato Monocast, che presenta riflessioni sulle paure, sulle incapacità e sul plagio nella critica videoludica italiana. Per non parlare di vari articoli presenti nei volumi cartacei di LUDENZ (vedi "Tevis Thompson" e "Recensione, Recensire, Recensimmo" in Ludenz #1 - INNESTI, così come "Contro-Riproduzione" presente in Ludenz #2 - Memorie).
Per come la vedo io, col rinnovo e con le nuove funzionalità del sito web — frutto esclusivo, è bene ribadirlo, delle capacità tecniche, creative e della visione libera e indipendente di Logan — parliamo sempre e ancora di qualcosa in divenire. La sua trasformazione da semplice vetrina a piattaforma editoriale per concentrare le produzioni multimediali del progetto e creare una community a tutti gli effetti, è il risultato di una libertà mossa da una volontà di sperimentazione e creatività.
Se Logan e io non abbiamo mai parlato dell’eventuale idea di identità che questa “trasformazione” potrebbe proiettare all’esterno, così come non abbiamo mai parlato della natura degli articoli che lui ha deciso di produrre e pubblicare, probabilmente è perché tutto questo non tratta di una reale trasformazione dell’identità di LUDENZ.
Più che una “nuova fase” penso quindi alla nuova anima del sito come ad un ampliamento delle proposte editoriali mirante a un maggiore coinvolgimento diretto in termini di interazione, partecipazione, accesso e (sperabilmente) interesse nel sostenere il progetto tramite il reperimento dei suoi volumi e libri cartacei.
Personalmente non credo che articoli come quelli pubblicati di recente sul sito verrebbero stampati nei volumi cartacei di LUDENZ, dato che il loro risultare perfettamente “sul pezzo” oggi, riguardo a diversi aspetti dell’attuale dibattito videoludico, nonché la visibilità guadagnata tramite reposting e pubbliche letture live su canali di diversi creator, è principalmente dovuto alla loro forza di suscitare un interesse diretto, specifico quanto temporaneo, sagace nel muoversi in direzione opposta rispetto alla filosofia dietro le produzioni cartacee di LUDENZ, che per la maggior parte propongono riflessioni creative, saggi personali e interrogativi culturali dall’anima priva, per quanto possibile, di “scadenza editoriale”.
Come avviene per le diverse firme presenti nei suoi volumi cartacei, immagino che il futuro editoriale di LUDENZ si muoverà sulla convivenza tra diverse sensibilità culturali, tra la sua anima più teorica e speculativa e quella più diretta ed esposta che Logan ha ultimamente promosso — anche in modo ironico e irriverente — ed evidenziato.
Tutto questo senza che a prevalere vi siano determinate specificità.
Accedi per partecipareLa stanza è pubblica: chiunque può leggere messaggi e profili visibili.