C'è un momento, in ogni progetto creativo, in cui ci si accorge che la forma che gli abbiamo dato fino a quel momento non basta più.
Succede quasi senza rendersene conto. Si continua ad aggiungere contenuti, a immaginare nuove rubriche, a pubblicare articoli, podcast, video, libri, finché tutto quello che è stato costruito inizia a suggerire una domanda inevitabile: ha ancora senso limitarsi a raccontare mondi virtuali, quando possiamo iniziare a costruirne uno?
È una domanda che ci accompagna da tempo e che, in fondo, racconta anche l'evoluzione di LUDENZ.
Siamo nati parlando di videogiochi, ma chi ci segue da anni sa bene che il nostro interesse non è mai stato confinato al videogioco in quanto prodotto. Ci hanno sempre affascinato le connessioni che crea, le memorie che custodisce, le persone che mette in relazione e il modo in cui riesce a trasformarsi in linguaggio, cultura e immaginario collettivo.
Per questo motivo, a un certo punto, ci è sembrato quasi naturale fare un passo in avanti; non aggiungendo semplicemente una nuova pagina al sito, ma immaginando un modo diverso di viverlo.
Nasce così Beyond the PlayVerse.
Oltre la navigazione
Internet ci ha abituati a consumare tutto molto velocemente. Apriamo una pagina, scorriamo qualche secondo, leggiamo un titolo, magari salviamo un articolo tra i preferiti promettendoci di tornarci sopra più tardi. Poi una notifica ci porta altrove e quel contenuto finisce sepolto sotto decine di altri.
È un modo di navigare che conosciamo tutti.
Eppure ci siamo chiesti se fosse davvero l'unico possibile.
Un sito, dopotutto, non deve essere necessariamente una sequenza di pagine collegate tra loro. Può anche diventare un luogo. Uno spazio dotato di una propria identità, in cui i contenuti non vengono semplicemente consultati, ma incontrati. Beyond the PlayVerse nasce proprio da questa riflessione: non è una raccolta di effetti grafici, né un esercizio di stile; è il tentativo di restituire una dimensione spaziale a qualcosa che normalmente vive soltanto attraverso link e menu. Abbiamo voluto trasformare la navigazione in una passeggiata.
Il Rabdomante siete voi
All'interno di Beyond the PlayVerse non entrate come lettori, ma come Rabdomanti.
Ci piace questa parola perché racconta perfettamente quello che immaginiamo; il rabdomante non segue una strada già tracciata e non sa esattamente cosa troverà davanti a sé. Cammina, osserva, ascolta i segnali e, poco alla volta, lascia che sia *il percorso stesso *a guidarlo, ed esattamente quello che speriamo accada anche qui.
LUDENZ, invece, assume un ruolo diverso rispetto a quello che ha avuto fino a oggi, diventando una presenza tangibile (anche se come identità digitale); una guida che accompagna il viaggiatore suggerendo connessioni, facendo considerazioni e ponendosi (e ponendovi) domande, ma lasciando che ciascuno costruisca il proprio percorso. Perché, in fondo, ogni esplorazione è personale.
Un universo che cresce insieme a chi lo attraversa
Quello che trovate oggi è soltanto il primo ambiente.
Sarebbe facile definirlo una demo o un'anteprima, ma non sarebbe corretto. Preferiamo pensarlo come il primo luogo di un universo destinato a espandersi nel tempo.
Nuovi percorsi, nuovi spazi, nuove interazioni e nuovi modi di raccontare i contenuti prenderanno forma un po' alla volta, seguendo la stessa filosofia che ha accompagnato LUDENZ fin dal primo giorno: crescere senza rincorrere le mode, ma cercando di dare un senso a ogni passo.
Non ci interessa costruire un "metaverso" nel significato che questa parola ha assunto negli ultimi anni. Ci interessa qualcosa di molto più semplice e, forse, più difficile: creare un luogo digitale in cui venga voglia di fermarsi. Un luogo che non chieda continuamente attenzione, ma che sappia ricompensare la curiosità.
Questo progetto nasce perché crediamo che il modo in cui raccontiamo qualcosa sia importante quanto ciò che raccontiamo.
Se il videogioco è il linguaggio che più di ogni altro ha ridefinito il nostro rapporto con gli spazi digitali, allora forse ha senso usare quel linguaggio non soltanto come argomento, ma anche come strumento.
Beyond the Playverse è il nostro modo di mettere in pratica questa idea, non limitandosi a scrivere di mondi virtuali, ma provando a costruirne uno che abbia un'identità, una memoria e una voce. Una voce che continuerà a cambiare insieme a chi deciderà di attraversarla perché LUDENZ, oggi più che mai, non vuole essere soltanto un sito dedicato ai videogiochi.
Vuole essere un luogo in cui la cultura videoludica possa essere vissuta, esplorata e, soprattutto, abitata.
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